News

CAR SHARING UTILE ANCHE PER RIDURRE GLI INFORTUNI SUL LAVORO

19 Marzo 2020

Ogni anno in Italia muoiono centinaia di persone sul lavoro. Negli ultimi decenni ci sono stati senza ombra di dubbio molti miglioramenti sul lato della sicurezza nelle aziende italiane.

Ciononostante, come è stato ricordato a più voci qualche settimana fa in occasione della 69esima giornata per le vittime del lavoro, organizzata dall’Associazione Mutilati e Invalidi del Lavoro, in tanti, troppi casi si continua a morire come cinquant’anni fa.

Da qui l’obbligo, per le aziende, di fare tutto il possibile per migliorare la sicurezza di dipendenti e collaboratori. E per fare questo non bisogna guardare solamente alla sede lavorativa: i dati dimostrano infatti che una fetta importante di incidenti mortali sul lavoro accade al di fuori dell’azienda, in itinere, durante il tragitto per recarsi sul luogo di lavoro. Per questo motivo il concetto di car sharing, e più nello specifico di car sharing aziendale, sta diventando sempre più centrale nei discorsi relativi alla riduzione di infortuni in itinere.

Gli infortuni mortali sul lavoro nel 2019

Nei primi 8 mesi del 2019 si sono contati 685 infortuni mortali sul lavoro. Un numero in leggera diminuzione rispetto al numero relativo ai primi 8 mesi del 2018, certo, ma di poco: si parla del 3,9% in meno. Un numero quindi che deve assolutamente diminuire nei prossimi anni, per portare vicino allo zero il totale delle vittime sul lavoro.

Come anticipato, per ridurre gli infortuni mortali è necessario allungare lo sguardo fuori dalle aziende: Paolo Stern, presidente di Nexumstp società di consulenze per piccole e medie imprese, sulle pagine di Repubblica sottolinea che il 44,7% degli incidenti mortali sul lavoro avviene al di fuori del luogo di lavoro,quindi nel tragitto da casa all’ufficio o alla fabbrica, e viceversa, nonché durante i trasporti, le consegne o le trasferte.

Per quanto riguarda i 685 decessi dei primi 8 mesi del 2019, 192 sono avvenuti fuori dal luogo di lavoro.

Ridurre gli incidenti fuori dal luogo di lavoro

Se negli ultimi anni ci si è mossi soprattutto per ridurre gli incidenti all’interno delle aziende, ora è bene concentrarsi anche al di fuori delle sedi aziendali, rendendo i percorsi casa – lavoro e in generale i movimenti dei lavoratori più sicuri. Questo è possibile, per esempio, spingendo o incentivando i dipendenti a utilizzare i mezzi pubblici; in questo caso, però, il ruolo degli enti locali e dello Stato resta di primaria importanza. Ma non è tutto qui: le imprese possono rendere più sicuri questi spostamenti implementando delle forme di trasporto collettivo, come per l’appunto il corporate car sharing,

I vantaggi del corporate car sharing

Cos’è il car sharing per aziende? Il concetto è semplice: anziché assegnare un’auto aziendale a ogni lavoratore, l’azienda mette a disposizione più veicoli da condividere con i colleghi, con l’ausilio di una piattaforma tecnologica di car sharing in grado di gestire l’assegnazione delle automobili.

Gli obiettivi principali del car pooling aziendale sono chiari: oltre a un netto taglio dei costi inutili si può avere una riduzione concreta dell’impatto ambientale inteso come contenimento delle emissioni di CO2. Ma non è tutto qui: implementare il car sharing aziendale significa poter contare sempre su veicoli nuovi e controllati periodicamente, in modo da ridurre concretamente la probabilità di sinistri stradali, e quindi di infortuni sul lavoro.

Non è tutto qui: bisogna sottolineare anche che le imprese, per le spese relative alle iniziative di conciliazione famiglia-lavoro (tra le quali ricade anche il corporate car sharing) possono approfittare dei fondi messi a disposizione dal bando #Conciliamo, che conta in tutto 74 milioni di euro da assegnare a imprese e società con almeno 50 dipendenti.

 

Fonte: Azienda-digitale.it

Contatti

Domande? Possiamo aiutarti!

Utilizza il modulo qui sotto per inviarci un messaggio: sarà per noi un piacere rispondere a qualsiasi domanda.


SoftwareHardwareServizi
Acetto privacy Autorizzo il trattamento dei miei dati in base al D.Lgs. 196/2003 e al GDPR (Regolamento UE 2016/679)